FanyArts | Portfolio Categories INSTALLAZIONI
115
archive,tax-portfolio_category,term-installazioni,term-115,ajax_fade,page_not_loaded,,select-theme-ver-2.3,vertical_menu_enabled, vertical_menu_transparency vertical_menu_transparency_on,wpb-js-composer js-comp-ver-4.6.1,vc_responsive
Il mondo degli struzzi

“Il mondo degli struzzi”

Perchè il mondo degli struzzi?

facciamo gli struzzi” perché c’è un fermo rifiuto di tutto ciò che è legato al senso di responsabilità personale e sociale, una sorta di scantonamento da ogni impegno e implicazione che ne può derivare. Il risultato è un continuo rimpallo di responsabilità, di azioni, di decisioni. Il primo pensiero è che i problemi vadano evitati. In questa logica il nostro “struzzo” cerca consensi tra chi lo circonda e in questa fase cerca di colpevolizzare le situazioni creando un senso di fatalità: è come se i problemi crollassero addosso al “povero struzzo”e non fossero una logica conseguenza di comportamenti poco illuminati.

Anziché promuovere e sostenere azioni proattive evita di parlarne, non vuole sentire le ragioni del malessere diffuso e sospende ogni giudizio, defenestra la persona che solleva il problema.Porta alla luce malcontenti più profondi che sono stati precedentemente rimandati . Nel non agire per paura lo “struzzo” perde di credibilità. Di solito reagisce in modo energico, ma autoritario, allontanandosi così dalla persuasione propositiva tipica dei leader. Qui il nostro “struzzo” adotta una nuova strategia dimostrandosi apparentemente aperto al dialogo, e incolpando agli altri. E per l’ultimo, la resa dei conti: Il suo pensiero che affonda le radici nella logica comune, è che è più facile “spegnere” gli incendi dolosi sul nascere anziché affrontare le motivazioni del “piromane”

Medusa musicale

Ascoltare semplicemente il suono del vento a occhi chiusi e sentire le onde del mare che cullano i nostri sogni…

#Porcellana #FanyArts #istrumentimusicali

Purification Slow

La scia azzurra rilasciata dalla lumaca rappresenta l’ossigeno che purifica la terra. Il cubo è la terra, antica e millenaria come le sue impronte.

Perché la lumaca?

In pratica la chiocciola si “autoproduce” tutti gli elementi utili per riparare le lesioni che provoca a se stessa camminando su superfici irregolari. E tutte queste sostanze prodotte, dopo aver “aiutato” se stessa, nel suo scorrimento, sono in grado di aiutare… anche l’uomo!

La bava di lumaca è considerata fin dall’antichità un rimedio efficace per rigenerare la pelle e guarire le ferite. La medicina tradizionale la consigliava anche per sedare la tosse, fluidificare i muchi e curare la gastrite o l’ulcera gastrica.

Nella secrezione che la lumaca rilascia naturalmente vi è, infatti, un vero tesoro di sostanze utili alla pelle e al nostro organismo, e pare che anche i nostri antenati non se lo fossero fatto sfuggire.

I Greci se avevano la tosse utilizzavano preparati a base di bava di lumaca per sciogliere il catarro e favorirne l’eliminazione: una pratica diffusasi in tutta Europa nei secoli successivi contro tosse, pertosse, bronchite a altre affezioni respiratorie.

La medicina popolare suggeriva, fino a poco tempo fa, di ingoiare lumache vive come rimedio contro la gastrite e l’ulcera gastrica: esse, una volta ingerite, avrebbero camminato sulle pareti dello stomaco rilasciando la loro secrezione medicamentosa con l’effetto benefico di guarire le ulcere.

Oggi si fa un grandissimo uso della bava di lumaca nei prodotti cosmetici contro gli inestetismi della pelle, come la Elicina ECO.

Ma le sorprese che ci riserva questo straordinario animaletto non finiscono qui…

Pare che, dopo la tragedia di Chernobyl le lumache, grazie alla loro bava, siano state gli unici animali a non aver riportato mutamenti genetici in conseguenza delle radiazioni.

Pace

Dalla Terra alle Terre

Una profonda passione per la terra ci porta a riflettere sull’essenza primordiale di questa materia.

Un messaggio per l’uomo

Tutto nasce dalla terra (terra madre), tutto torna alla terra.

La terra è l’origine, “materia prima” per eccellenza, intimamente congiunta con la natura stessa. Abitare nella terra, ci porta ad avere cura di lei, anche il senso più profondo, è legato all’elemento terra: “Aver cura della terra”.

Riflettendo su questa sostanza scopriamo che questa materia è quasi in disuso nel mondo contemporaneo e completamente sconosciuta nell’ambito del design.

Il punto di partenza del nostro progetto vuole mantenere inalterate le valenze antropologiche e fisiologiche, insite nel materiale stesso per innescare, attraverso un oggetto, quel processo di ricongiunzione fra uomo e natura.

Migliorarne le caratteristiche fisiche, ci porta adattarle ad un oggetto  qualsiasi, anche di design, senza modificarne l’impatto visivo e strutturale.

La Forma

La terra è materia informe e ci sembra riduttivo plasmare tale materia mediante volumi convenzionali.

La nostra scelta è quella di agire secondo il principio della “non-forma” o per meglio dire dell’indefinito”.

Il riferimento morfologico è quello casuale ed è questo il percorso formale da seguire per giungere ad una definizione estetica dell’oggetto.

Un oggetto che assume infinite forme, scavato da profonde fratture che ne amplificano l’espressività spaziale.